Luoghi sacri germanici

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Descrizione

WILHELM TEUDT (in stampa 11/05/2026)

LUOGHI SACRI GERMANICI

Thule Italia Editrice, maggio 2026

Pagine: 426 + 1 c. di tav ripiegata
86 immagini

ISBN: 979-12-80995-35-7

Sottratta al filtro interpretativo romano-centrico, l’antica civiltà germanica riemerge in queste pagine con la dignità di un Kulturvolk sapiente e autonomo. Wilhelm Teudt non si limita a una ricognizione archeologica, ma opera una decifrazione del paesaggio sacro, restituendo fisionomia a una cultura che ha saputo ordinare il proprio mondo secondo le leggi eterne del cosmo.

In questo saggio, le Externsteine e i santuari dell’Osning vengono restituiti alla loro funzione originaria: fulcri di una complessa geometria sacra. Attraverso lo studio delle linee di orientamento astronomico, l’autore documenta l’esistenza di una scienza del cielo autoctona, capace di armonizzare il territorio alle costellazioni con un rigore che sfida le tesi di una conoscenza derivata unicamente da influenze orientali.

Il testo indaga il tragico tramonto di questa sapienza solare sotto l’urto della dominazione carolingia. Teudt descrive lo scontro tra una spiritualità aniconica, radicata nella natura e nella libertà della stirpe, e l’imposizione di un ordine estraneo: una evangelizzazione cruenta che, attraverso la distruzione dei santuari e la conversione forzata, ha cercato di cancellare l’identità spirituale dei Sassoni per piegarli al dogma e al diritto franco.

Un’opera fondamentale per ricomporre i frammenti di una saggezza antica e riconoscere alla civiltà germanica quel rango che una storiografia millenaria ha tentato di occultare.

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Wilhelm Teudt (1860–1942) incentrò la sua ricerca sulla decifrazione astronomica delle Externsteine e dei santuari germanici dell’Osning. Fondatore della rivista “Germanien”, le sue tesi suscitarono l’interesse di Heinrich Himmler, che nel 1936 lo nominò capo dipartimento dell’Ahnenerbe. Dalla sede di “Haus Wewelsburg”, diresse i progetti volti a trasformare i siti rupestri in centri di ricerca e di culto ancestrale, ricoprendo un ruolo di primo piano nell’apparato culturale del tempo fino alla sua uscita dall’istituto nel 1938.