Il dio ariano della guerra

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Descrizione

HERMAN LOMMEL (in stampa 11/05/26)

IL DIO ARIANO DELLA GUERRA

Thule Italia Editrice, maggio 2025

Pagine: 100

ISBN: 979-12-80995-36-0

Al di là della forza brutale e della parvenza “barbarica” che hanno spesso disorientato i lettori moderni, Herman Lommel riscopre in Indra il cuore pulsante dell’universo religioso proto-ariano. In questo studio fondamentale, dove il rigore filologico si fonde con una profonda intuizione fenomenologica, il dio del gveda cessa di essere un aggregato di tratti contraddittori per rivelarsi come una totalità organica: un’unità ideale che respira simultaneamente nel guerriero che abbatte il nemico, nel sole che dissipa le tenebre e nell’esplosione fecondante del temporale.

Lommel sfida i riduzionismi della scienza moderna, rifiutando di scomporre il mito in sterili astrazioni razionali. Attraverso una magistrale analisi comparativa — che spazia dalle vette dell’Iran avestico e dell’Armenia di Vahagn fino ai paralleli etnografici delle cosmogonie africane — l’autore dimostra che il combattimento contro il drago Vṛtra non è una mera favola meteorologica, bensì l’archetipo di ogni realtà: il gesto metafisico di «sfondamento dello sbarramento» che restituisce la vita al cosmo.

Indra emerge così come l’universale concreto: una divinità che non si cristallizza in una forma statica, ma che si manifesta ovunque la forza appaia come irrompente e vibrante di tensione — nel toro, nel re guerriero, nel fuoco folgorante della natura. Lommel ci riconduce in un mondo dello spirito dove la natura non conosce colpa e la vittoria è un’esultanza solare, restituendoci l’immagine di un dio che è, per usare le parole del grammatico indiano Yāska, la sorgente di ogni energia possibile: «Ogni forza che esiste è opera di Indra».

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Herman Lommel (1885-1968), illustre indologo e iranista tedesco, è stato tra i massimi interpreti del mondo indoiranico del Novecento. Celebre per le rigorose traduzioni dell’Avesta e del gveda, unì l’eccellenza filologica a una profonda sensibilità simbolica. Iscritto allo NSDAP dal 1937 e reintegrato come professore emerito nel 1952 in seguito al processo di denazificazione, la sua opera è rimasta un riferimento imprescindibile per i circoli di Eranos e il pensiero di C.G. Jung.