Diario 1926

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Descrizione

Joseph Goebbels

DIARIO 1926

 Thule Italia Editrice, marzo 2021

Pagine: 196

ISBN: 978-88-97691-87-7

 

“Hermann Esser è il vampiro del Movimento. Dedicato a Hitler: Mi fa male all’anima vederti in tale compagnia!”.

(12 marzo 1926)

 

“La sera alle 8, in auto fino al Bürgerbräu. Hitler è già lì. Il mio cuore sta battendo quasi fino a scoppiare. Si entra in sala. Accoglienza scatenata. Ranghi serrati. Non c’è più un solo posto libero. Sarà Streicher ad aprire l’incontro. E poi parlo io, per due ore e mezza. Dò tutto di me. Il pubblico si accalora, grida. Alla fine, Hitler mi abbraccia. Ha le lacrime agli occhi. Sono così felice!”.

(13 aprile 1926)

 

“E intanto Hitler racconta! La sera: parla della futura immagine architettonica del Paese, di cui lui è il perfetto capomastro. Dopodiché delinea l’immagine di una nuova Costituzione tedesca: ed eccolo qui, il pittore, il perfetto artista dello Stato! Addio, mio caro Obersalzberg! Questi giorni mi hanno dato la direzione e il cammino da seguire! Dal profondo delle difficoltà, ora brilla una stella! Mi sento legato a lui fino alla fine. Ora è svanito anche l’ultimo mio dubbio. La Germania vivrà! Heil Hitler!”.

(25 luglio 1926)

 

“Con questo quaderno si chiude il capitolo Elberfeld. Tanta gioia, tanto dolore! Degli amici e dei nemici. Molte preoccupazioni e delusioni. E, in mezzo a tutto ciò, una linea di gloria decisamente in ascesa. Ho ancora molte cose da fare in questa vita, e mi sento benissimo. Possa Dio darmi la forza per riuscire a realizzarle tutte. Così come dice il seguente motto: Arrenditi, se necessario, ma non consegnare mai la tua bandiera! E così sia! È una giornata di novembre decisamente molto grigia. Esattamente tre anni fa, Hitler invocava la dittatura a Monaco. Dove saremo tra altri tre anni? Non facciamoci domande! All’attacco! Berlino! L’asfalto o la realizzazione della missione? Leviamo l’ancora!”.

(8 novembre 1926)

 

“Sono attorniato da persone che mi vogliono bene e che mi resteranno fedeli anche nelle peggiori difficoltà. D’ora in poi, si tratta di mettersi realmente al lavoro. Faremo miracoli. Mi sono fatto dei nuovi amici, in particolare Schweitzer, Steiger e Daluege. Ho adottato definitivamente un uomo come Guida [Führer] e come mentore: Adolf Hitler. Io credo in lui così come credo nel futuro”.

(31 dicembre 1926)