Il crepuscolo delle nazioni bianche

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Descrizione

Maurice Muret
IL CREPUSCOLO DELLE NAZIONI BIANCHE

Thule Italia editrice, aprile 2023

pagine: 202

ISBN: 979-12-80995-10-0

“Le scienze morali e politiche hanno un’influenza diretta sul destino della società tra noi, modificano rapidamente sia le leggi che i costumi”. Così si esprimeva François Guizot, ministro della Pubblica Istruzione del re di Francia Luigi Filippo I, e Maurice Muret, nominato nel 1920 corrispondente dell’Académie des sciences morales et politiques, ne dà brillantemente comprova quando pubblica, nel 1925, Le crépuscule des nations blanches. Qui, attraverso una lettura degli avvenimenti a lui più vicini – la Prima guerra mondiale, la rivoluzione bolscevica, le conseguenze della pace di Versailles –, ha infatti modo di tracciare in maniera quasi profetica non solo il mutato quadro geopolitico dei cento anni a venire, ma altresì l’inevitabile impatto di tale sconvolgimento sulla razza bianca portatrice di cultura. Dovendo poi individuare uno spartiacque tra un “prima” e un “dopo”, Muret non può che scegliere la solenne dichiarazione di Woodrow Wilson, presidente degli Stati Uniti, sull’autodeterminazione dei popoli: “Self-determination is not a mere phrase. It is an imperative principle of action, which statesmen will henceforth ignore at their peril” (11 febbraio 1918). La guerra che aveva lacerato e stremato l’Europa, una pace che scontentava vincitori e vinti e la suddetta dichiarazione vengono quindi indicati come il perfetto terreno di coltura su cui si sarebbero poi moltiplicati i “germi” che avrebbero distrutto il precedente ordine mondiale per sostituirne uno nuovo. Ecco dunque negri, arabi e asiatici avanzare le rispettive rivendicazioni, ma, soprattutto, protagonisti di quelle azioni foriere di un “quasi” inevitabile crepuscolo delle nazioni bianche, “quasi”, giacché – come conclude l’autore in un raro slancio di ottimismo – “la fine di un mondo non è necessariamente la fine del mondo”.