Fascismo. 100 Domande e Risposte

20.00

110 disponibili

Descrizione

OSWALD MOSLEY

FASCISMO. 100 DOMANDE E RISPOSTE

Thule Italia Editrice, maggio 2019

Pagine: 120

ISBN: 978-88-97691-69-3

Sir Oswald Ernald Mosley, 6° baronetto di Ancoats (1896-1980), nato in una famiglia nobile di origine anglo-irlandese le cui radici risalgono al XII secolo, dopo aver combattuto nella Prima guerra mondiale come sottotenente nel 16° Reggimento dei Lancieri della Regina e nel Royal Flying Corps, alla fine del conflitto inizia una brillante carriera politica. Nel 1918 viene eletto alla Camera dei Comuni tra le fila del Partito Conservatore, diventando a 22 anni il più giovane deputato che il Parlamento avesse fino ad allora avuto. Tuttavia, molto sensibile alla questione sociale, nel 1924 – dopo un paio di anni all’opposizione come deputato indipendente – passa al Partito Laburista, ritenendo che quest’ultimo avrebbe meglio risposto alla sua concezione politica e alle necessità della nazione e dei lavoratori. Divenuto ben presto il teorico più dinamico e originale dei Laburisti, nel 1929 entra nel governo come Cancelliere del Ducato di Lancaster (che è de facto un ministro senza portafoglio), proponendo nel 1930 il Memorandum Mosley, un brillante e moderno programma per la gestione socio-economica del Paese e il cui slogan è “La guerra alla povertà è la sola guerra che vogliamo”. Di fronte al rigetto da parte dell’esecutivo di tale Memorandum, Mosley si allontana anche dai Laburisti e, deluso e irritato dalla mascherata democratica svolta dai due principali partiti che dominano e caratterizzano il sistema politico britannico, decide di creare un proprio partito. Nel 1930, fonda il New Party, dove affluiscono elementi fuoriusciti sia dalla destra che dalla sinistra. Ma questo suo primo esperimento non dura a lungo, anche a causa delle frizioni interne dovute all’eccessiva eterogeneità e disparità di vedute dei membri del partito: è necessario trovare qualcosa di innovativo. Tanto più che, ovunque in Europa, e in particolare in Italia – con Mussolini – e Germania – con Hitler –, sta nascendo una nuova concezione rivoluzionaria dello Stato che non lo lascia indifferente. Così, due anni dopo, dà vita a quella che sarà la sua creazione definitiva, orientata verso quella nuova concezione rivoluzionaria: il 1° ottobre 1932, fonda la British Union of Fascists (B.U.F., Unione Britannica dei Fascisti), il movimento con cui cercherà di scuotere e risvegliare la Gran Bretagna e il suo popolo. Che fin da subito si palesa come un partito nazionalista, protezionista, anti-sionista e feroce oppositore dell’alta finanza internazionale. E che ha tra i suoi slogan quel “We fight for Freedom and for Bread” (“Lottiamo per la pace e per il pane”) che riecheggia il “Wir kampfen für Freiheit und Brot” del Nazionalsocialismo.

Nel 1936, quando la B.U.F. – con gli uomini delle Blackshirts (le Camicie nere) – è nel pieno della sua battaglia politica, che mobilita masse di lavoratori ma che riesce a conquistare anche svariati intellettuali, ex suffragette e parte dell’aristocrazia britannica, Mosley scrive questo Fascism: 100 Questions Asked and Answered(“Fascismo: 100 domande e risposte”), vero e proprio manifesto programmatico della B.U.F., in cui egli preconizza come dovrà essere il nuovo Stato fascista inglese, all’insegna della giustizia sociale, del corporativismo, del bene comune e libero dalla schiavitù dell’alta finanza internazionale. Uno Stato all’insegna dell’“uomo nuovo fascista”, che predica la responsabilità e i principi della “guida” e del popolo; e dove il dominio della parola – tipico del vecchio parlamentarismo – viene sostituito da quello dell’azione.