Diario 1923-1925

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Descrizione

Joseph Goebbels

DIARIO 1923-1925

 Thule Italia Editrice, novembre 2020

Pagine: 334

ISBN: 978-88-97691-85-3

 

“17 ottobre 1923. Ieri Else mi ha regalato questo quaderno, e pertanto voglio che esso inizi con il suo nome. Oggi che cosa potrei peraltro cominciare senza di lei?”

(17 ottobre 1923; prima giornata dei Diari di Joseph Goebbels)

 

“Mi sto interessando a Hitler e al Movimento nazionalsocialista, e senz’altro dovrò farlo per un bel pezzo”.

(13 marzo 1924)

 

 “Ieri abbiamo fondato una sezione locale nazionalsocialista. Sostanzialmente abbiamo parlato dell’antisemitismo. La cultura ebraica è da tempo giunta al proprio limite”.

(5 aprile 1924)

 

“Oggi, il giovane studente Goethe sarebbe sicuramente un nazionalsocialista”.

(29 aprile 1924)

 

“Io voglio essere un fanatico, e non certo un tiepido, moderato ed estremamente gentile; non voglio che mi si sputi addosso. Ardente come la brace, o freddo come il gelo; amico oppure nemico. Ma non borghese e padre di famiglia con sette figli. Possa il diavolo portarsi via questa mielosa democrazia, questo schermo che copre tutti gli infami peccati della razza! Noi – noi tedeschi – vogliano trovare da soli la nostra via. Vogliamo trovarla nella nostra tradizione germanica”.

(20 marzo 1924)

 

“Se Hitler ci lascia, noi siamo spacciati. Per capirlo basta vedere fino a che punto qui da noi l’Idea e la forma manchino ancora di precisione. Hitler è l’Idea, e l’Idea è Hitler. (…) Che cosa vogliamo? Un nuovo Reich, una nuova Weltanschauung. Ma come? Riguardo al come noi stiamo ancora andando a tentoni nel buio! Avremo delle dure battaglie da combattere. E a tal riguardo sarà la gioventù ed essere decisiva. Non è il Programma che fa pendere a tuo favore il piatto della bilancia, ma è l’Idea. L’antica Idea, eternamente nuova: liberare gli schiavi dal giogo. Libertà per i tedeschi del futuro!”.

(7 agosto 1925)

 

“Nazionale e socialista! Quale delle due tendenze deve andare al primo posto, e quale è relegata invece al secondo posto? Qui da noi, all’Ovest, la questione nemmeno si pone. Prima di tutto la redenzione socialista, poi la liberazione nazionale arriverà come un vento di tempesta”.

(11 settembre 1925)

 

“In auto, andiamo a incontrare Hitler. Sta mangiando. Ma si alza immediatamente da tavola, dirigendosi verso di noi. Mi stringe la mano. Come un vecchio amico. E quei grandi occhi azzurri! Due stelle! È contento di vedermi. Io sono al settimo cielo. (…) qui parla ancora per un’altra mezz’ora. Con arguzia, ironia, umorismo, sarcasmo, con serietà, con ardore e con passione. Quest’uomo ha tutto per essere re. È un tribuno nato. Il futuro dittatore”.

(6 novembre 1925)