Etica razzista

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Descrizione

René Binet
ETICA RAZZISTA

Thule Italia editrice, gennaio 2022

pagine: 123

ISBN: 978-88-97691-94-5

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«Poiché la massa ha l’abitudine di apporre su ciascuno una precisa etichetta che lo classifica in una distinta categoria politica, le sembra difficile ammettere che un uomo – o un gruppo di uomini – o un partito rifiuti di rientrare in questa classificazione troppo semplicistica e che si dica mandatario e rappresentante di un intero popolo o di una razza. Subito le persone della folla si sentono per un po’ a disagio di fronte a un tale uomo o a un tale movimento. Cercano ancora di affibbiargli un’etichetta di destra o di sinistra, lo condannano alternativamente come di destra o di sinistra, senza immaginarsi che non sia – che non sia più – l’uno o l’altro, ma che sia al contempo l’uno e l’altro! È diventato l’uno e l’altro non per paura di prendere una decisione né per esitazione di fronte a una scelta, ma solamente perché, superando la destra e la sinistra per unirle in un popolo e in una razza, le ha sormontate e sintetizzate entrambe».

René Binet

 «Prima di leggere “Contributo a un’etica razzista”, ho provato, lo ammetto, apprensione. Questo testo, che risale a circa trent’anni fa, non sarebbe stato superato dalla ricerca scientifica, dagli eventi politici, da altre opere dottrinali, o quantomeno “divenuto vecchio” per l’inattualità dei suoi riferimenti?
Ebbene, a eccezione di due o tre punti del tutto secondari e a parte qualche negligenza espressiva che l’autore avrebbe indubbiamente eliminato, tutto è ancora scritto a lettere di fuoco. Il primo capitolo, per esempio, è non solo di assoluta avanguardia nel pensiero razzista, ma apre, proprio oggi, nuovi e immensi orizzonti a chiunque desideri strappare i nostri popoli alla decadenza e ricondurli sul cammino dell’ascensione biologica.
Per un caso straordinario, l’idea principale dell’opera non è mai stata più attuale. René Binet mostra, infatti, che il socialismo non marxista, se non si pone al servizio della razza, non può che brancolare e va di scissione in scissione. Solo il razzismo gli porterà l’unità, giacché il vero socialismo non è che la logica conseguenza della difesa di una razza… Nel momento in cui, sotto la minaccia della crisi economica, si moltiplicano i raggruppamenti socialisti nazionali alla ricerca di un’irrealizzabile unità, il presente lavoro offre la soluzione, l’unica soluzione del problema.
Ma Binet ha potuto essere così attuale solo perché è inattuale. Ci parla come se vivesse oggi, perché in realtà non è ancora morto, perché in ogni caso appartiene al XXI secolo.
Non si leggerà questo lavoro come un romanzo. Ma lo si rileggerà instancabilmente, perché il vigore e l’audacia del pensiero costringono alla riflessione.
E all’azione.
Se Binet si rivolge a tutte le forze sane, capaci di agire, si rivolge soprattutto ai giovani. Ai giovani che possono dare tutta la loro vita alla causa, mentre noi, gli anziani, non possiamo offrire che quel che ne resta. Ai giovani che, avendo più futuro, hanno anche più compiti.
E Binet parla loro. Gli dice come costruire il Partito, l’arma della razza. Gli dice della grandezza, della bellezza del compimento del dovere.
Ma il lettore giudicherà da solo. E farà circolare questo libro».

G.-A. Amaudruz